il Candelaio

il Candelaio

(a Fumetti)


di Giordano Bruno



Nuovo

sceneggiatura di Bruno Tramontano
tavole di Oreste Zevola
premessa di Luigi Pasciari
con un saggio critico di Aniello Montano
f.to 21x28, pp. 140
NoTor editore, 1994
volume rarissimo e pregevole, pochissime copie disponibili

Un’opera provocatoria per una operazione provocatoria.
Così, schematicamente ma efficacemente, può essere presentata la pubblicazione del “Candelaio” di Giordano Bruno a fumetti.

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Un’opera provocatoria per una operazione provocatoria.
Così, schematicamente ma efficacemente, può essere presentata la pubblicazione del “Candelaio” di Giordano Bruno a fumetti.
Con la commedia del Nolano si avvia, infatti, una esperienza editoriale nient’affatto facile e scontata, ma proprio per questo affascinante e stimolante: la pubblicazione a fumetti dei classici della filosofia. L’obiettivo è quello di avvicinare, utilizzando uno strumento di facile comunicativa, quanti più giovani è possibile ad un sapere, quello filosofico, sentito come essenziale soprattutto in quelle congiunture epocali (e la nostra indiscutibilmente lo è) in cui più forte si avverte l’ansia del nuovo.
Non è un caso che questa collana di classici si apra con il “Candelaio” di Giordano Bruno. In questa scelta certo vive la volontà di valorizzare, una volta di più, quella “nolana filosofia” capace di illuminare una cultura, quale quella italiana, che sotto i colpi della controriforma rischiava di rinchiudersi in un citazionismo pedantesco e improduttivo.
La scelta, invece, è apparsa quasi obbligata per la funzionalità che il contenuto dell’opera può avere nell’economia complessiva del progetto.
Originalissima per genere, la commedia bruniana offre spunti di enorme attualità. La vena polemica del Filosofo contro l’ambiente culturale, gretto e chiuso, della Napoli della sua giovinezza, impermeabile ai grandi sommovimenti che il Rinascimento stava producendo, è l’estrinsecarsi perenne dell’insofferenza di chi vuoI vivere e non lasciarsi vivere, vuole conoscere e non rinunciare, vuole essere libero nella ricerca della verità e non schiavo dei lacciuoli dell’ignoranza.
Bruno, quattro secoli fa, provocatoriamente componeva quest’opera per risvegliare spiriti da troppo tempo dormienti: riproporla oggi, in una veste provocatoriamente originale, vuole essere, ad un tempo, l’omaggio ad un gigante del pensiero e l’occasione per smascherare e vincere i Bonifacio, i Bartolomeo ed i Manfurio odierni.

Sottotitolo (a Fumetti)
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