In nome di Eros

In nome di Eros

ventitre liriche erotiche


di Cristina Tafuri


978-6201-189-1


Nuovo

ventitre liriche erotiche

con sette chine di Antonio Petti,

copertina di Enzo Lauria,

una dedica di Sonia Tafuri

e postfazione di Vinz Notaro

pp. 48, f. to 17x24 cm

ISBN 978-6201-189-1

Maggiori dettagli

9 Articoli

15,00 €

Palpa

lentamente le gambe

articolandole nelle posizioni

che innalzano il piacere,

la donna.

Rosa di carne e poi

viola di primavera

diventa

lì dove si ferma

la mano che la fa godere.

Rosa di carne e poi

trasparente rubino

diventa

lì dove si ferma

la lingua che la fa impazzire.

Rosa di carne e poi

rosso di vino

diventa

lì dove si ferma

l’assetato amante

che tu femmina

fai stordire.

 

«Siamo dinanzi a un ordito apparentemente eterogeneo di prime persone differenti: se non fosse per il fatto che abbiamo già appreso che l’autore è una donna, probabilmente ci domanderemmo se di autore ce ne sia addirittura più di uno.

Se poi la si vedesse col rossetto rosso fuoco e la frangetta nera, fumare un sigaro toscano e bere un cognac, la cosa diverrebbe ancora più straniante. Ma questa è un’altra storia.

[...]

Nelle poesie della Tafuri la maschera ha due principali significazioni, una delle quali è la capacità di spersonalizzare chi la indossa, basti pensare alle sacre meretrici dell’antichità che indossavano maschere per svestirsi del proprio statuto umano, incarnando così la potenza erotica della dea

[...]

In una delle liriche più intense dell’opera, leggiamo: «Quante perle hai usato / per formare i tuoi seni / adorni di capezzoli come conchiglie?»; in un’altra, invece: «La rotondità del tuo sesso / solcato dal diametro perfetto / del mio desiderio / fa impazzire il guerriero / che sempre, comunque, / eretto e vincente / esplode alla vita».

Non parliamo di maschere artefatte, di finzione cinematografica, ma di archetipi vivi, dell’eternità del mito che sempre si rinnova, riscritto nelle infinite possibilità della poesia. 

[...]

La poesia erotica è questo paradosso del nascondersi per rivelare, maschera della possessione, carne spiritualizzata che trasforma la propria identità limitata in qualcosa di sconfinato, esplodendo in quella vibrazione devastante del piacere che è sempre unione di due».

(dalla Postfazione di Vinz Notaro)

Sottotitolo ventitre liriche erotiche
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