Europa (nota iconografica)

scritto da Redazione

Elaborazione dall’affresco Europa e il toro (Anonimo, ca. 50 d. C.), attualmente collocato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, proveniente dalla Casa di Giasone a Pompei.
Europa, giovane e bellissima principessa, figlia del re Agenore e di Telefassa, sorella di Cadmo, viveva in Fenicia. Mentre era in riva al mare con le sue ancelle a cogliere fiori, Zeus la vide dall’Olimpo e se ne innamorò, così, per non intimorire le fanciulle, assunse la forma di un toro mansueto e candido e scese sulla terra. Europa, rapita dalla bellezza della bestia, gli salì in groppa. Allora Zeus intraprese una lunga corsa nel mare, fino a condurla sull’isola di Creta, dove riprese le sue sembianze divine e, dichiaratole il suo amore, chiamò le Ore, sue ancelle, a celebrare la loro unione.
Il mito non assume mai lineamenti violenti, ma è un gioco d’ebbrezza e amore, nella cui tensione leggiamo lo spostamento della civiltà da Oriente a Occidente e, più precisamente, i movimenti migratori dall’Africa e dal Medio Oriente verso la Grecia.
È possibile rintracciarvi indicazioni di ordine cultuale, trattandosi di un caso di teriomorfismo tipico di Zeus, esso ci narra del Toro solare veicolo della Madre lunare dalla cui unione nascono tre figli, tra i quali Minosse e Radamanto, poi giudici degli Inferi, icone, cioè, dell’alto profilo etico della civiltà europea. Terzo figlio di Europa e Zeus è Sarpedonte, fondatore di Mileto (Asia Minore), indicante l’articolata parentela che potremmo definire indoeuropea.

 

 

Nota iconografica sul mito di Europa,

apparsa nel volume “This is my land / Haec est mea terra”,

piccolo manuale del soldato umanista di Alessandro Vivaldi.

Il volume è acquistabile cliccando sulla seguente immagine.

This is my land / Haec est mea terra

This is my land / Haec est mea terra